Conseguenze del consumo di steroidi
Oggi vi parlerò, dal mio punto di vista, di ciò che ho osservato come autodidatta sulle conseguenze del consumo di steroidi. O meglio, sugli effetti degli steroidi.
È molto importante che, quando ci si interroga sugli effetti degli steroidi, si prendano in considerazione sia gli effetti positivi sia quelli negativi derivanti dall’uso di queste sostanze. E bisogna sempre dare priorità agli effetti negativi rispetto a quelli positivi.
Effetti negativi degli steroidi
Il primo degli effetti negativi che si verifica negli atleti, o meglio, nei consumatori di steroidi, è l’inibizione dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicoli. In altre parole, l’ipotalamo e l’ipofisi possono smettere di produrre ormoni. Questo si riconosce soprattutto attraverso un’analisi del sangue, osservando valori come quelli dell’ormone follicolo-stimolante e dell’ormone luteinizzante, FSH e LH, il primo precursore dopo la gonadotropina. Esiste la convinzione che questa inibizione si risolva con il riposo. Molti atleti lo credono e, prima di iniziare un altro ciclo di steroidi, effettuano una nuova analisi, rimanendo sorpresi nel vedere che i valori sono ancora a 0,01 o 0,03: completamente inibiti!
In questi casi si ricorre generalmente a un endocrinologo o a uno specialista per verificare se la situazione sia reversibile; questi indicherà, innanzitutto, di smettere di consumare steroidi e, successivamente, di lasciare all’organismo un periodo di tempo adeguato per recuperare. A seconda del Paese, l’endocrinologo o lo specialista può persino raccomandare farmaci come il citrato di clomifene, il tamoxifene o la gonadotropina, sempre in base alla persona.
In base alla mia esperienza, posso affermare che, anche assumendo questi farmaci, il 90% degli atleti non recupera. Anche quando si nota un lieve o piccolo aumento, che fa presagire che, con una corretta regolazione e un breve periodo di tempo, si arriverà a un recupero completo.
Il successivo effetto negativo è piuttosto un effetto collaterale. È causato dal primo effetto negativo e si traduce nella necessità di ricorrere a terapie sostitutive e/o farmaci per tutta la vita.
La terza conseguenza del consumo di steroidi è molto conosciuta negli ambienti degli atleti che li consumano. Si tratta dell’aumento dell’aggressività o di un comportamento anomalo dovuto all’uso eccessivo di androgeni. Maggiore è il consumo di androgeni, maggiore è la forza, maggiore è la sintesi proteica, maggiore è la creazione di massa muscolare e maggiore è lo stato di allerta e l’aggressività.
In questo caso mi piace sempre fare riferimento a un esempio molto divertente e semplice. La differenza tra un consumatore che abusa degli steroidi e uno che non ne abusa si vede molto chiaramente quando è alla guida di un’auto. Se, arrivato a un incrocio e senza aver fatto nulla, il conducente che lo precede suona il clacson, chi abusa del consumo di steroidi scenderà dall’auto e aggredirà verbalmente chi ha suonato il clacson. Se invece il livello di androgeni è basso, forse la prenderà con più calma.
Un altro chiaro esempio si trova nel mondo animal, quando si castra un animal. L’obiettivo, o ciò che generalmente si cerca, è rendere l’animal più rilassato e tranquillo. Nel caso dell’uso eccessivo di steroidi, invece, accade il contrario: si finisce praticamente per amplificare qualsiasi problema.
Come capire quando l’uso di steroidi è eccessivo?
Per me, un eccesso di steroidi e, di conseguenza, una conseguenza del loro consumo, è tutto ciò che supera del doppio la quantità fisiologica dell’organismo. In altre parole, se una vera TRT, o terapia sostitutiva, per avere livelli normali di testosterone senza squilibri negli altri ormoni, consiste in 250 mg ogni 2 settimane, ovviamente tutto ciò che supera questa quantità può arrivare a causare problemi.
Prendendo come esempio il consumo di 250 mg a settimana, si è già al doppio. Dipende forse dall’età di ogni persona, perché l’ipogonadismo tardivo, cioè l’ipogonadismo naturale di una persona, alla fine comparirà con l’età, proprio come la menopausa nelle donne. Pertanto, a seconda del testosterone esogeno, il comportamento sarà diverso. Tornando al caso del consumo di 250 mg a settimana, forse si può arrivare a controllarlo. Ma a partire da 500 mg di androgeni a settimana, il comportamento tende praticamente a cambiare, soprattutto quando si presenta un problema, perché forse non si ha più la pazienza di dialogare o riflettere.
Attenzione: può manifestarsi in molti modi e senza generalizzare, ma è la norma e ciò che generalmente accade.
Lo steroide ha un ruolo in tutto questo, ed è molto difficile da controllare, perché gli ormoni sono molto difficili da controllare sia nell’uomo sia nella donna. Quando una donna si trova in una determinata fase del ciclo e presenta uno squilibrio, sia alto sia basso, può avere voglia di ridere oppure di piangere. Tutto questo è determinato dagli ormoni; alla fine, gli ormoni sono messaggeri e non si possono ignorare.
Conclusioni sulle conseguenze del consumo di steroidi
In sintesi, ognuno è libero di fare ciò che vuole e ciò che gli va, ma deve conoscere sia i benefici sia i rischi, per farne un uso corretto.
Quanto alla convinzione che gli steroidi colpiscano maggiormente le donne, io non la condivido. Dipende infatti sia dallo steroide sia dalla quantità. È vero che, nel doping sportivo, non esistono prodotti farmacologici estrogenici per aumentare la massa muscolare. Esistono androgeni e, in questo caso, una donna finirà per dover assumere il prodotto meno androgenico, che però rimane comunque androgenico. A seconda dell’individualità della donna, potrà avere più o meno effetti avversi, ma non significa che ne sia colpita in misura maggiore o minore.
Ricorda che puoi trovare ulteriori informazioni su questo argomento nel seguente video su YouTube del canale di MASmusculo