I culturisti di un tempo lavoravano per scolpire il proprio corpo, mentre oggi sono in grado di raggiungere il loro potenziale genetico per sviluppare la massima forma fisica e la massima massa corporea magra.
Il culturismo consiste nello sviluppare i muscoli in un corpo estetico e, da questa prospettiva, i fisici più imponenti dei culturisti sono sempre stati ammirati, purché rispettassero determinati standard estetici.
Ma, come osservò una volta il compianto Larry Scott, il primo Mr. Olympia, ai suoi tempi la maggior parte dei culturisti agonisti non aveva la genetica necessaria per un fisico davvero enorme.
I campioni del passato, come Arnold Schwarzenegger e Sergio Oliva, erano uomini grandi e muscolosi, ma non potevano svilupparsi al livello dei giganti di oggi: è qui che iniziano le controversie tra la “vecchia scuola” e la “nuova scuola”.
Molti appassionati di culturismo dei primi anni ’80 affermavano nei circoli di discussione che «non c’erano più uomini grandi».
Sapevano ben poco che, nel prossimo futuro, sarebbero comparsi culturisti del calibro di Lee Haney, Dorian Yates e poi Ronnie Coleman, e che nelle competizioni professionistiche pesare 113-115 kg avrebbe reso un concorrente un «piccolo atleta» sul palco.
Che cosa è cambiato nel culturismo?
La domanda che ci poniamo tutti è: che cosa è cambiato nel culturismo per produrre tali progressi nello sviluppo fisico? E perché così tanti culturisti sono molto più grandi?
Molti attribuiscono il cambiamento principalmente alla gestione della chimica, ma, sebbene ci siano stati progressi in questo campo, tali cambiamenti non sono sufficienti a spiegare quanto rapidamente o quanto avanti sia progredito questo sviluppo verso dimensioni maggiori.
Per noi, queste sono alcune delle ragioni che hanno spinto i culturisti a diventare i giganti del XXI secolo.
La genetica era condizionata
Un elemento importante è la genetica; non c’è dubbio che le persone fisicamente più grandi e più mesomorfe tendano oggi a sentirsi maggiormente attratte dal culturismo.
Fino a poco tempo fa, l’opportunità di guadagnare bene come culturista professionista era piuttosto limitata, e gli atleti mesomorfi, grandi e muscolosi, probabilmente si sarebbero orientati verso sport come il football americano, l’hockey su ghiaccio o la lotta, con possibilità di maggiore fama e stipendi più alti.
Ma il culturismo acquistò maggiore slancio negli anni ’70 e ’80, quando Arnold Schwarzenegger ebbe così tanto successo, vincendo i titoli di Mr. Olympia, comparendo nel libro e nel film “Pumping Iron” e diventando una grande star del cinema.
La popolarità dei culturisti fu ulteriormente accelerata dal successo di altre icone del cinema, come Sylvester Stallone, Lou Ferrigno e Jean-Claude Van Damme.
E, man mano che un numero sempre maggiore di attori e atleti iniziò a scoprire i benefici dell’allenamento di culturismo, avere muscoli grandi e definiti divenne una nuova tendenza, ma non una moda passeggera.
I concorrenti nella maggior parte degli sport del XXI secolo tendono a essere più forti e muscolosi, perché sempre più atleti, in un’ampia varietà di discipline, si allenano seriamente con i pesi.
Inoltre, i culturisti tendono a preferire gli sport in cui possono competere individualmente anziché come parte di una squadra, poiché non vogliono dover dipendere dalla prestazione degli altri per avere successo.
Perciò oggi, con maggiori opportunità di guadagnarsi da vivere praticando questo sport, molte persone dotate per lo sviluppo muscolare sono attratte dal diventare culturisti professionisti invece di essere atleti di squadra, come accadeva in passato.
L’evoluzione dei culturisti
Un altro motivo alla base della comparsa delle masse muscolari sproporzionate che vediamo oggi nei culturisti più grandi è l’evoluzione dell’allenamento.
I metodi di allenamento del passato non furono mai creati da scienziati o esperti medici; in questo senso, si sono evoluti a partire dalle esperienze di prova ed errore degli stessi culturisti. A questo proposito, non bisogna nemmeno dimenticare il forte legame tra allenamento e nutrizione sportiva.
Da migliaia di anni si sa che sviluppiamo la forza utilizzando un allenamento di resistenza progressivo. Il mito greco di Milone di Crotone descrive come un bambino sollevasse ogni giorno un vitello per anni, mentre il vitello cresceva lentamente fino a diventare un toro adulto; questo sforzo, col tempo, gli permise di sviluppare una forza incredibile.
I primi culturisti del XX secolo si allenavano ancora come sollevatori di pesi, lavorando tutto il corpo in una sessione tre volte alla settimana.
In seguito impararono a modellare e scolpire meglio tutti i muscoli del corpo, rendendo più efficaci i loro allenamenti, oltre a praticare attività cardio e a periodizzare le fasi di aumento della massa e definizione.
Negli anni ’70 e ’80, questo approccio portò a culturisti con fisici molto più completi e scolpiti rispetto al passato, come Arnold, che pesava 106-107 kg, ma non erano grandi quanto quelli di oggi.
Questo non sarebbe durato nel tempo… abbiamo già parlato di come i culturisti geneticamente più grandi iniziarono a sentirsi attratti dal culturismo professionistico…
Ma accadde qualcos’altro: i metodi di allenamento divennero molto più efficaci ed efficienti, così come la nutrizione sportiva associata a questi metodi, e questo fu il vero fattore determinante a livello fisiologico e neurologico.